# 1 – Il Mondo Nuovo, più che una recensione una riflessione.

«Voi tutti ricordate,» disse il Governatore, con voce forte e profonda «voi tutti ricordate, suppongo, quel bellissimo e ispirato detto del Nostro Ford: “La storia è tutta una sciocchezza”. La storia» ripetè lentamente «è tutta una sciocchezza.»

Agitò la mano; ed era come se, con un invisibile piumino avesse spazzato via un po’ di polvere, e la polvere era Harappa, era Ur dei Caldei; delle ragnatele, ed esse erano Tebe e Babilonia e Cnosso e Micene. Una spolveratina, un’altra, e dov’era poi Odisseo, dov’era Giobbe, dov’erano Giove e Gotamo e Gesù? Una spolveratina… e quelle macchie di antica sporcizia chiamate Atene e Roma, Gerusalemme e l’Impero di mezzo, erano tutte scomparse. Una spolveratina… il posto dov’era stata l’Italia eccolo vuoto. Una spolveratina, via le cattedrali; una spolveratina, un’altra, via Re Lear e i Pensieri di Pascal. Una spolveratina, via la Passione; una spolveratina, via il Requiem; e ancora, via la Sinfonia; via…

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Se Noi di Evgenij Zamjatin – capostipite del genere distopico – tratteggiava un mondo dominato dall’efficienza e dalla precisione tayloristica, Il mondo nuovo di Aldous Huxley ci catapulta in un mondo dominato dalla produzione in serie fordista, e Ford è il suo dio.

Siamo nell’anno di Ford 632 in una società senza memoria passata, dove ogni aspetto della vita è regolato dai principi della produzione in serie: dalla nascita, rigorosamente extrauterina, in grandi fabbriche dotate di enormi catene di montaggio, alla morte.

Il motto è “Comunità, Identità, Stabilità” e lo scopo della vita è il consumismo. Non vi sono sentimenti e il destino e il ruolo di ognuno è prestabilito, e se il malcapitato di turno non dovesse essere felice, può gettarsi anima e corpo nelle gioie dell’uomo moderno: sesso e droga.

È indubbio che Huxley conoscesse il libro dell’autore sovietico – pubblicato nel 1924, otto anni prima de Il Mondo Nuovo – e appare evidente dalle similitudini tematiche: dal mondo industriale, all’eugenetica, dal controllo mentale e sociale, all’eliminazione di qualsiasi sentimentalismo.

Ognuno raffigura, in mondo estremizzato – altrimenti che distopia sarebbe – la propria epoca, esattamente come farà nel 1949 Orwell con 1984; ognuno punta il riflettore su un particolare aspetto disturbante della propria società e lo amplifica all’esasperazione.

Un dato è, infine, comune a tutte queste opere: tornare indietro è impossibile; tutti i tentativi di tornare al mondo precedente falliscono miseramente e gli eversori vengono nuovamente inquadrati nei ranghi dei rispettivi Mondi Nuovi.

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Rileggendo queste pagine, non possiamo fare a meno di notare inquietanti somiglianze con la nostra di società: fecondazioni extrauterine, consumismo, condivisione costante di ogni aspetto della nostra vita – anche i più intimi e personali –, un bisogno ossessivo di perfezione e felicità a tutti i costi, anche a costo della propria libertà.

 

E dunque, sebbene questo primo appuntamento sia dedicato al genio di Aldous Huxley, non posso fare a meno di invitarvi a leggere tutte e tre queste opere, seguendo il loro ordine cronologico – Noi, Il mondo nuovo e 1984 -, di modo che possa essere più chiara l’evoluzione del genere e allo stesso tempo, sia più semplice individuare tutti quei tasselli che andranno a comporre il mosaico del nostro secolo.

«Insomma voi reclamate il diritto di essere infelice? Senza parlare del diritto di diventar vecchio e brutto e impotente; il diritto d’avere la sifilide e il cancro; il diritto d’avere poco da mangiare; il diritto d’essere pidocchioso; il diritto di vivere nell’apprensione costante di ciò che potrà accadere domani; il diritto di prendere il tifo; il diritto di essere torturato da indicibili dolori d’ogni specie.»

«Io li reclamo tutti.»


Wish – List #1

NoiEvgenij Zamjatin, edito da Voland.

Il Mondo Nuovo – Aldous Huxley, edito da Mondadori.

1984 – George Orwell, edito da Mondadori.


Se l’illustrazione vi è piaciuta e siete curiosi di scoprire il lavoro di Chiara, vi rimando al suo blog.


Che cos’è (DI)SegnaLibro? Leggi la presentazione.

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